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#SupportoPsicologico online per emergenza Covid-19

#SupportoPsicologico online per emergenza Covid-19

AGGIORNAMENTO 2.5.20 : E’ stato attivato un Numero verde di supporto psicologico 800.833.833 dal Ministero della Salute.
Il progetto “Sostegno Virale” promosso dalla Sitcc e dal Cantiere Costruttivista è all’interno della fase 2 citata nella pagina (qui il link diretto)

Durante questo periodo prolungato di quarantena e di emergenza sanitaria si presentano molti problemi e bisogni di tipo psicologico nelle persone, private delle proprie abitudini, dei propri spazi e dei propri contatti sociali.

Come discusso nell’ultimo post, Minds Up ha aderito al progetto di Sostegno Virale del Cantiere Costruttivista e della Sitcc.

Collaborare durante questa situazione di emergenza è fondamentale, ci sono stati parecchie mobilitazioni di solidarietà da parte di molte categorie professionali. Come psicologa e come professionista sanitaria la mia attenzione va ovviamente a tutti i disagi che possono verificarsi durante questi mesi.
A volte capita già nei periodi di normalità che alcune emozioni o pensieri possano essere vissuti con disagio. In una condizione come questa, caratterizzata da incertezza, percezione di pericolo e rischio, preoccupazione per sé o per i propri cari, frustrazione per una convivenza forzata e rabbia per la privazione delle nostre quotidianità, queste emozioni e pensieri possono essere addirittura amplificati. Creare malessere. Il che porta a una escalation di negatività per cui avere un aiuto esterno può essere una possibile soluzione.

Il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi si è attivato prontamente sin dal primo momento per supportare chiunque avesse necessità di un sostegno per fronteggiare questa situazione critica, rendendosi veicolo tra i professionisti, le istituzioni e i cittadini. Anche Minds Up è presente, offrendo un colloquio gratuito di supporto a distanza (telefono o skype).

Il CNOP ha subito promosso l’iniziativa #psicologionline: ogni persona potrà trovare un motore di ricerca che consentirà loro di visualizzare e contattare tutti gli Psicologi e gli Psicoterapeuti che si sono resi disponibili per degli interventi a distanza. Il primo colloquio sarà gratuito e i successivi interventi, se necessari, potranno essere invece più strutturati.

Sempre il CNOP ha attivato, inoltre, una campagna informativa, #psicologicontrolapaura, con materiali (reperibili sul sito nazionale o cliccando sul banner sottostante) utili per favorire atteggiamento più positivo possibile a livello psicologico, le proprie risorse personali e favorire, inoltre la gestione dello stress dato da questa situazione.

Ricercando la dottoressa Bernardino tramite i canali sopra elencati sarà possibile ricevere l’informativa privacy da compilare e la prenotazione dell’appuntamento telefonico o tramite piattaforma Skype.

Insieme ce la faremo!

 

Psicologia Positiva

Psicologia Positiva

Oggi introduco un argomento che mi è stato ispirato da Anna Maria Anatella, mia compagna in alcuni degli eventi organizzati in passato e lo sarà ancora in un evento che stiamo preparando sempre in occasione della Settimana del cervello.

L’argomento in questione è la Psicologia positiva.
Quando si parla di psicologia positiva ci si riferisce a una determinata branca della psicologia, in cui l’attenzione è posta al benessere personale, ovvero lo stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano, e caratterizza la qualità della vita di ogni singola persona all’interno di una comunità di persone.

Le ricerche su questo campo iniziano ufficialmente intorno agli anni 90, anche se gli interrogativi sul ben-essere degli individui sono sempre stati presenti in diverse discipline come per esempio le scienze umanistiche e la filosofia. Se la psicologia si è occupata prevalentemente di comprendere tutti questi aspetti legati alla patologia degli individui, con Seligman (1994) nasce una nuova direzione: comprendere la positività e il benessere della persona in quanto tale, non più solo la sua negatività e malattia.
Questo nuovo approccio viene ispirato dalle ricerche sull’”impotenza appresa”, ovvero “quell’abitudine di interpretare sempre in maniera negativa ciò che succede, al punto che pensiamo di non essere abbastanza capaci di affrontare la maggior parte delle cose che accadono nella nostra vita e non tentiamo pertanto nemmeno di affrontarle”.  Se questa abitudine segue una linea di stampo pessimistico, è possibile ribaltarla sul versante positivo? Ovvero andare a costruire una nuova abitudine e modalità di ragionamento che seguano la via della positività?

Seligman parla di salute positiva e benessere, focalizzandosi non tanto all’assenza di malattia, (così come definito anche dal OMS, benessere come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia“) ma ad una condizione che sia caratterizzata dal saper provare emozioni positive, dall’essere in grado di relazionarsi in modo positivo con gli altri e dall’avere la volontà e motivazione finalizzati al raggiungimento di obiettivi positivi (Seligman, 2008). Grazie a questo nuovo orientamento viene evidenziato maggiormente il ruolo delle risorse positive e delle potenzialità dell’individuo e non più solo alle sue mancanze o “difetti”.
Tra i concetti più studiati all’interno della psicologia positiva troviamo:

  • L’accoglienza di sé stessi, con una maggior comprensione delle proprie caratteristiche, siano esse positive o negative, con un incremento dell’auto-accettazione e dalla costruzione di nuovi significati riguardo gli aspetti più significativi della propria vita
  • Crescita Personale intesa come motivazione alla scoperta delle modalità espressive di sé, con l’attenzione a rimanere ben predisposti alle esperienze e avvenimenti, in quanto ci possono essere sempre aspetti nuovi da integrare e da cui imparare;
  • Significato personale sulla propria vita, ovvero comprendere il senso che acquistano le scelte di ogni giorno e le emozioni che le guidano;
  • Migliori relazioni con gli altri, ovvero instaurare e sviluppare legami che siano improntati alla scoperta dell’altro, ad un aumento della sintonizzazione e di atteggiamenti empatici, cooperativi e scongiurando la sfiducia reciproca.
  • Autonomia intesa come percorso di auto-determinazione fondato sulla conoscenza e l’abilità di gestire le pressioni e i condizionamenti sociali, e di raggiungere i propri obiettivi prefissati (o di cambiarli se non sono più espressione di sé);
  • Responsabilità personale, basata sulla consapevolezza delle proprie capacità di cambiare l’ambiente circostante per creare le condizioni utili alla soddisfazione dei propri obiettivi;

Fondamentalmente si parla di creare una nuova educazione mentale, allenandosi a cambiare i target della attenzione selettiva, dove, se prima si andava a vedere tutti quei dettagli che ci confermavano la visione negativa, ora si saprà trovare anche ciò che di buono può essere ricavato e che può essere utile per migliorare la propria esistenza.

Un vero e proprio allenamento alla felicità! Ma la felicità può essere solo quella legata al piacere? Ebbene no! In realtà la psicologia positiva segue una prospettiva detta Eudaimonica, in cui ci focalizza sull’analisi di quei fattori che aiutano lo sviluppo e la realizzazione delle potenzialità individuali. La felicità di tipo eudamonico è maggiormente legata a un processo di interazione, integrazione e reciproca influenza tra benessere individuale e collettivo, tale per cui la felicità individuale si realizza all’interno della società.

Come si fa questo “allenamento”? Con degli esercizi, proprio come nello sport!
Con me è possibile iniziare un percorso in cui potremo creare una “scheda personale” focalizzandoci sugli aspetti che interessano di più!
Nel mentre ti lascio una piccola tips:

Prendi la tua agenda (o un foglio da tenere in vista, o ancora usa il calendario del cellulare) e in una pagina segna tutti i giorni del mese. Ogni giorno segna una cosa per cui essere riconoscente. Scrivimi per sapere come è andata! =)

Gratitude log

 

 

Settimane del Benessere Psicologico – Sardegna

Settimane del Benessere Psicologico – Sardegna

Ogni due anni l’Ordine degli Psicologi della Sardegna  promuove la campagna “Le Settimane del Benessere Psicologico” per sensibilizzare la comunità alla tematica della salute mentale, troppo spesso lasciata in ombra e sottovalutata.  Presso il sito dell’Ordine si legge:

“Dal 3 maggio al 15 luglio i cittadini di tutte le età avranno a disposizione un intenso programma di iniziative, previste su tutto il territorio regionale, con tematiche di grande rilevanza, attualità e interesse generale e la partecipazione di eminenti personalità di caratura nazionale ed internazionale. Saranno innumerevoli, inoltre, gli eventi decentrati in diverse località dell’Isola, che vedranno gli “studi aperti” per consulenze psicologiche informative gratuite, seminari, convegni, workshop, rassegne cinematografiche, spettacoli teatrali e manifestazioni sportive, in uno sforzo straordinario e inedito dell’intera categoria, al servizio del benessere psicologico delle persone.”

Il programma quest’anno è molto ricco e si dirama per tutta la Sardegna! Consigliamo ai nostri lettori di consultare il sito ufficiale, potrebbe esserci proprio l’evento giusto che si stava cercando! Clicca qui per il collegamento diretto.

Ci auguriamo di riuscire a terminare il seminario a cui stiamo lavorando, in modo da anticiparlo e inserirlo in questa campagna, e non per l’autunno come da programma. Vi aggiorneremo!

Intanto per quest’anno vogliamo partecipare aderendo all’iniziativa Studi Aperti per consulenze psicologiche informative e gratuite. La prevenzione, sensibilizzazione e la cultura del benessere psicologico sono tra i nostri principali obiettivi.

Apriremo il nostro studio alle persone che stanno passando un periodo “no”, caratterizzato da ansie e turbamenti, indecisioni sulle strade da intraprendere a livello universitario o lavorativo, per chi si trova a un bivio per una scelta importante, per tutte quelle persone che si interrogano, che desiderano conoscersi un po’ di più o che vogliono avere più consapevolezza di come funzionano, per chi vive in una relazione che ha aspetti che non vanno.

Perché negarsi la possibilità di conoscersi di più?

Riceviamo a Cagliari solo previo appuntamento nelle date:

Maggio

  • Lunedì 6 negli orari 09:00 – 13:30
  • Lunedì 13 negli orari 09:00 – 13:30 / 16:00 – 19.00
  • Martedì 14 negli orari 09:00 – 13:30
  • Lunedì 20 negli orari 09:00 – 13:30 / 16:00 – 19.00

Giugno

  • Lunedì 10 negli orari 09:00 – 13:30
  • Lunedì 17 negli orari 09:00 – 13:30
  • Lunedì 24 negli orari 09:00 – 13:30 / 16:00 – 19.00

Luglio

  • Mercoledì 3 negli orari 09:00 – 13:30 / 16:00 – 19.00
  • Lunedì 22 negli orari 09:00 – 13:30 / 16:00 – 19.00
  • Mercoledì 24 negli orari 09:00 – 13:30 / 16:00 – 19.00

Contatti

  • Email info@mindsup.it
  • Oppure tramite il format qui

 

Abbracci e Cervello

Abbracci e Cervello

“Ci servono 4 abbracci al giorno per sopravvivere.

Ci servono 8 abbracci al giorno per mantenerci in salute.

Ci servono 12 abbracci al giorno per crescere.

Virginia Satir 

 

Ieri si è svolto il nostro primo evento a Cagliari organizzato per la “Settimana del Cervello” 2019.

Lo abbiamo titolato in modo semplice: Abbracci e Cervello
Il tema all’inizio può apparire scontato, ovvio. Ma nella realtà le manifestazioni di affetto e il contatto fisico fanno molto più di quello che possiamo credere. Durante l’evento abbiamo parlato di come i recettori della pelle seguano due percorsi diversi per essere assimilati dal cervello. Uno finalizzato più alla localizzazione spaziale degli stimoli (quelle informazioni che rispondono alle domande: dove? come?), arrivando alla corteccia somato-sensoriale, legata, appunto, alla propriocezione. Un secondo percorso poi, arriva al sistema limbico del cervello, legato più ai sistemi di ricompensa, alle emozioni e ai legami sociali. E’ stato spiegato come i recettori stimolati inviino gli input alla regione insulare del cervello e di come venga stimolata la produzione dell’ossitocina, quell’ormone così importante per la creazione delle connessioni tra le persone. Inizialmente collegato al momento del parto, come stimolatore delle contrazioni uterine e della montata lattea, oggi sappiamo che l’ossitocina riveste un ruolo fondamentale anche nella produzione di serotonina e dopamina, neurotrasmettitori che influenzano le nostre emozioni e i processi che determinano il nostro benessere.
Durante l’incontro è stato mostrato l’esito di una ricerca che illustrava come il cervello di un bambino possa svilupparsi fino al 20% in meno in caso di mancanza di affetto. Un dato sconcertante.

Tra i benefici più importanti di un abbraccio (lungo almeno 20 secondi):

  1. Migliora la circolazione sanguigna, con un incremento dell’emoglobina. Il che si traduce in un rafforzamento delle difese dell’organismo, una prevenzione per le patologie cardiache, miglioramento della pressione.
  2. Allevia lo stress, grazie all’innalzamento dell’ossitocina si abbassano i livelli del cortisolo, facendoci provare anche meno dolore!
  3. Contrasta l’ansia, sempre grazie alla produzione di ossitocina vi è un innalzamento delle endorfine che hanno proprietà analgesiche ed eccitanti
  4. Migliora l’autostima, facendoci sentire amabili e amati, aumentando la sensazione di fiducia, diminuendo le paure. Pensiamo per esempio quando un bambino spaventato si abbraccia il suo peluche preferito!
  5. Migliora le capacità intellettive, come memoria, linguaggio e apprendimento. Proprio grazie alle proprietà antistress generata dalla produzione della serotonina, uno dei neurotrasmettitori che influenza il tono dell’umore, del sonno, della memoria e della concentrazione.
  6. Migliora l’umore contrastando lo svilupparsi di patologie come la depressione.
  7. Influenza lo sviluppo neuronale, infatti, non ricevendo abbracci, coccole e cure adeguate porta alla morte di buona parte dei neuroni, riducendo le capacità mentali e motorie del bambino negli anni successivi. Quel 20% di crescita in meno che menzionavamo prima.

Con la dott.ssa Anna Maria Anatella siamo passati alla parte più esperenziale del nostro incontro, sperimentato in prima persona, ci siamo abbracciati tra estranei, scoprendo che forse non è una cosa così innaturale.. ma la cosa più importante è che abbiamo potuto sentire in prima persona gli effetti benefici di un abbraccio lungo almeno 20 secondi. Il senso di quiete, la calma, i cuori che sembrano battano all’unisono… un gesto che ci ha fatti sentire tutti più vicini, che ha ridotto le distanze, promuovendo proprio quella pluralità che l’abbraccio rappresenta.

Tutto questo grazie a un semplice abbraccio.

Speriamo che anche il nostro secondo incontro “Yoga e Cervello”, possa avvicinare sempre più persone alla consapevolezza non solo della propria persona, ma anche dei meccanismi e di come funziona il nostro organo più importante: Il Cervello.

#brainweek2019

Abbracci e Cervello

Abbracci e Cervello

Perché il nostro cervello necessita di almeno 8 abbracci al giorno?

L’abbraccio è un modo intimo e intenso di esprimere le emozioni ed è proprio attraverso di esso che si possono condividere la gioia o il dolore. Abbracciando siamo in grado di dire a una persona che può contare sulla nostra presenza o che comprendiamo il suo stato emotivo senza ricorrere alle parole.
Abbracciare ci permette di connetterci con gli altri ed esprimere empaticamente ciò che sentiamo, offrendo un effetto positivo sull’equilibrio emotivo e sulla salute cerebrale.
Sempre più spesso, le neuroscienze si stanno interessando agli effetti degli abbracci sul cervello.In un studio condotto presso l’Advanced Telecommunications Research Institute International i ricercatori hanno verificato che un abbraccio al termine di una conversazione della durata di circa 15 minuti porta ad una significativa riduzione del livello di cortisolo nel sangue, l’ormone dello stress che causa tanti danni.

L’evento è organizzato dalla dott.ssa Valeria Bernardino in collaborazione con la dott.ssa Anna Maria Anatella di Seminare L’Amore  in occasione della Settimana del Cervello si propone di offrire una visione di tipo teorico, dove si discuterà della letteratura scientifica di riferimento, e a seguire una parte più pratico-esperenziale, dove i partecipanti verranno accompagnati nell’esperienza dell’abbraccio empatico.

Prenota il tuo biglietto gratuito qui

https://www.settimanadelcervello.it/event/abbracci-e-cervello/

 

Yoga e Cervello

Yoga e Cervello

Il workshop organizzato in occasione della Settimana del Cervello vuole porsi da ponte tra due mondi che solo in apparenza sembrano distanti.
Lo Yoga e la Neuropsicologia sono legate dagli interessi dei ricercatori che studiano attraverso test e immagini di neuroimaging le aree cerebrali più legate alla pratica di una delle più antiche discipline conosciute.

Gli effetti positivi dello yoga sono diffusi e conosciuti ai più, e gli effetti psico-fisici di questa pratica antichissima sono stati oggetto di studio nel campo delle neuroscienze. In uno studio recente ad opera di un ricercatore della Harvard Medical School, sono stati osservati cambiamenti significativi nelle strutture cerebrali legate all’attenzione, al pensiero e alla consapevolezza di alcuni volontari prima e dopo la pratica dello yoga. Dopo sole 8 settimane di training il cervello ha mostrato un aumento della materia grigia delle aree deputate all’apprendimento e alla memoria.

Un altro studio del 2017 pubblicato su “International Psychogeriatric” ha riscontrato un miglioramento della memoria, delle funzioni verbali, visive e delle capacità esecutive e di organizzazione in un gruppo di anziani con problemi cognitivi medi.

In questo workshop la Dott.ssa Valeria Bernardino insieme alla Dott.ssa Anna Maria Anatella di Seminare l’amore proporranno la pratica del Kundalini Yoga che permetterà di esplorare il nostro respiro e prendere confidenza con il nostro diaframma, sperimentando i benefici riscontrati dalla ricerca.

Le pratiche verranno effettuate seduti comodamente sulle sedie.
E’ consigliato un abbigliamento confortevole.

 

La pazza gioia

La pazza gioia

Questo film del 2016 ad opera di Paolo Virzì, racconta di un percorso di evasione e scoperta di due protagoniste, Beatrice e Donatella, ospiti in una comunità terapeutica per donne.
Le due protagoniste sono due opposti lungo uno stesso continuum, una, Donatella, con la fragilità e la tristezza che la accompagnano sempre, l’altra, Beatrice, inarrestabile e logorroica con tratti della mitomania.

Andando oltre le riflessioni sui lati tecnici di storia, scene e attori, il messaggio che accompagna lo spettatore durante la visione del film è quello della possibilità e della speranza, riscontrabili nell’evoluzione della storia.
Beatrice, che fino all’arrivo di Donatella era probabilmente messa un po’ in disparte per via della sua personalità ingombrante, riesce finalmente a legare con un’altra persona, con la possibilità di entrare in una relazione di compensazione reciproca che gioverà a entrambe pur nelle loro profonde diversità. Si sentiranno più vicine nel confronto delle loro sofferenze, quel senso di solitudine fortissimo e manifestato in modi così opposti, una lo manifesta con un frequente pianto, l’altra con una marcata logorrea. La forza del dolore provato, il senso di inadeguatezza, la solitudine, il fallimento, il tradimento da chi doveva proteggere, sono alcuni dei temi che emergono durante il commovente confronto tra le due.

Quello che personalmente mi ha colpito di più è stata la presentazione di una realtà che spesso è ignorata da molti, l’ambiente della salute mentale, in particolare delle comunità terapeutiche. Certo nella realtà tutta questa “morbidezza” nelle regole all’interno della struttura e in particolare nei confronti dei pazienti soggetti a restrizioni giudiziarie, sono decisamente più dure, ma per i pazienti che le abitano, spesso è l’unica possibilità di potersi migliorare, di curarsi. La comunità è presentata come un luogo in cui potersi redimere, dove si fanno progetti ad personam, dove c’è accoglienza senza giudizio e quando serve, la forza, non viene presentato come un luogo perfetto, ma come un luogo dove poter trovare anche persone che spesso vanno anche ben oltre ciò che il loro contratto richiede. Un luogo fatto di persone, e non solo di operatori e pazienti.
Nell’ambito della salute mentale capita spesso di riscontrare delle relazioni e delle dinamiche familiari che sono più lesive che positive. E spesso l’alternativa migliore è un allontanamento dalla famiglia per poter conoscere delle nuove modalità di approccio, per poter trovare finalmente il proprio equilibrio. Quello che gli operatori di questo ambito si augurano è che poi i pazienti possano trovare il modo di camminare sulle proprie gambe, ed è sempre una grande soddisfazione quando succede. Spesso l’idea di cambiare o provare nuove cose spaventa.. ma bisogna sempre ricordare che :

“Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose”